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PIETRO D'ASARO REDIVIVO - EcclesiaViva Onlus

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  • Marzo 6, 2024
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A 39 anni dall’ultima grande mostra curata da Leonardo Sciascia, il “Monocolo di Racalmuto” torna a far parlare di sé con il  catalogo aggiornato di Anastasia De Marco “Pietro D’Asaro Redivivo. La rinascita contemporanea del Monocolo di Racalmuto”. Un progetto sostenuto dal MUDIA – Museo Diocesano di Agrigento con il direttore Domenica Brancato, per dare l’avvio al percorso Arte&Fede a Racalmuto. Il catalogo è stampato dal Museo Diocesano con Ecclesiaviva editore e con il patrocinio del Comune di Racalmuto.

Per l’occasione è presente un’opera inedita di Pietro D’Asaro, cuore della nuova ricerca e di tutto l’evento, proveniente da collezione privata di Palermo. Con l’allestimento site-specific  Arte e Neuroscienza s’incontrano.

L’allestimento site-specific per l’opera inedita al pubblico “Martirio dei Santi Cosma e Damiano nella caldaia bollente” attribuito a Pietro D’Asaro il «Monocolo di Racalmuto», promosso dal Mudia – Museo Diocesano di Agrigento, è stato ideato e curato da Anastasia De Marco in collaborazione con Maria Grazia Di Palermo, medico ed esperto in neuroestetica e PAD – Palermo Art District & Consulting s.r.l. Nel nostro presente tecnologico si guarda al futuro non senza preoccupazione e si riflette sul significato della persona qui ed ora. È indispensabile interrogarsi su come il passato possa ancora parlare agli astanti del terzo millennio e ancor dopo insegnare la differenza tra bene e male, tra saggio e stolto, tra tenebre e luce. La storia del pensiero planetario, il passato e la ricerca di significato passano dalle sale di un Museo nel quale convivono ed esistono testimonianze che rappresentano la nostra esistenza.

Gli artisti del passato ci parlano attraverso le loro opere ed il museo ci permette di comunicare con questi uomini d’eccezione. Comunicare con il genio.

In questa comunicazione sta il rapporto tra museo e neuroscienze, perché è indubbio che la comprensione dell’arte avvenga per mezzo di un apparato visivo e cognitivo ma passi attraverso i neuroni specchio, indispensabili per il fenomeno dell’immedesimazione in ciò che si vede o si tocca.  La ricostruzione dell’ipotetico studio dell’artista Pietro D’Asaro intende favorire questa immedesimazione e rafforzare la percezione del momento in cui, mediante la visione, l’uomo intende in sé stesso le sensazioni e le pressioni psicologiche inviate dall’opera. Ecco allora che si schiude alla comprensione il senso del presente allestimento, della ricerca della luce e del ricordo cristallizzato in elementi che ci raccontano qualcosa di ordinario in un contesto straordinario, dove si perde il senso del tempo e la percezione dello spazio. Questa architettura del quotidiano mira a creare un dialogo tra ciò che conosciamo come dato passato e ciò che percepiamo come presente assoluto, così come cerca di colmare la distanza tra lo spazio del museo e l’esperienza quotidiana.

Pietro D’Asaro il «Monocolo di Racalmuto», interagisce col pubblico contemporaneo diventando esso stesso l’opera d’arte. La neuroscienza apre una finestra sul mondo sensibile, ma invece di ingannare l’occhio svela ciò a cui può essere soggetta la mente, aprendo nuovi orizzonti e interrogativi. Suscitare nel pubblico domande ed emozioni che permettano di interagire con gli artisti del passato è l’obiettivo ed è proprio la partecipazione dello spettatore che rende l’opera completa. Ciò che viene sperimentato è la prova che il passato può realmente influenzare la vita presente, sconfessando la stessa nozione di “passato” e dimostrando la perennità della comunicazione interpersonale. Tale perennità si eleva al di sopra della contingenza e sembra mostrare una realtà nascosta, la divina realtà della creazione dell’uomo, che in quanto espressione di Dio, ne conserva alcuni tratti, come appunto l’esistenza in perennità, seppur virtuale.

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